Coronavirus, l’autocertificazione per spostarsi: ecco come funziona „

Coronavirus, l’autocertificazione per spostarsi: ecco come funziona
„Dove si scarica, come si usa e quando serve. Tutto quello che c’è da sapere sulle nuove restrizioni alla mobilità individuale in tutto il Paese, Roma compresa
con il nuovo decreto di ieri, lunedì 9 marzo, il Governo Conte ha stabilito una serie di restrizioni agli spostamenti delle persone su tutto il territorio del Paese, Capitale compresa. Non esistono più le “zone rosse” ma un’unica “zona di sicurezza”.

Cosa significa quindi, dove si può andare e dove no e come verranno fatti rispettare i divieti? Secondo quanto stabilito, e scritto nel decreto, va evitato “ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita”, “nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità” o “per motivi di salute”.

Per quali ragioni si può uscire

Lavoro, necessità, salute. Queste le ragioni per le quali gli italiani, e quindi anche i romani, sono invitati a uscire di casa. Altrimenti il messaggio è chiaro: restare a casa il più possibile.

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Come funziona l’autocertificazione

Come provare che sono queste le motivazioni quando si esce dalla città ma anche quando vi si circola all’interno? Tramite un’autocertificazione. Il modulo (SCARICABILE QUI) è stato messo a disposizione sul sito del ministero dell’Interno. Va compilato ed esibito al momento del controllo da parte delle forze dell’ordine.

Se non lo si è portato con sè vi è comunque la possibilità di averne una copia fornita direttamente dalle forze di polizia, che poi dovranno comunque controfirmare il documento. Altrimenti chi non può scaricarlo e stamparlo può copiare il testo.

Cosa si rischia se si violano le norme

Se i riscontri saranno negativi scatta la denuncia per inosservanza di un provvedimento dell’autorità che prevede l’arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica.
Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/attualita/coronavirus-autocertificazione-come-funziona.html?fbclid=IwAR2FtzSFFNVmqIfr_SifU1lXZ8-eZZ3PStUlQ4PA9p_RXpulPHiLdyB2GOs

Tomado de Roma Today

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Conte

Non è la prima volta che il nostro Paese si trova ad affrontare emergenze nazionali. Ma siamo un Paese forte, che non si arrende: è nel nostro DNA.

Stiamo affrontando la sfida del Coronavirus. Una sfida che non ha colore politico, che deve chiamare a raccolta l’intera Nazione. È una sfida che va vinta con l’impegno di tutti: cittadini e Istituzioni, scienziati, medici, operatori sanitari, protezione civile, forze dell’ordine. L’Italia, tutta, è chiamata a fare la propria parte.

Mense scolastiche

Mense scolastiche

Apertura termini domanda di agevolazione tariffaria per il servizio di ristorazione scolastica A.S. 2020/2021 dal 1 marzo 2020 al 31 luglio 2020 chiedere agevolazione su tariffe

Fino al 31 luglio 2020 si può fare domanda di agevolazione sulle tariffe del servizio di ristorazione scolastica per l’anno 2020-2021, sul territorio di Roma Capitale.

Le domande vanno presentate esclusivamente online, qui sul portale di Roma Capitale, e riguardano sia i nuovi iscritti che gli alunni già frequentanti le mense delle scuole comunali-statali dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado.

GlI uffici competenti del Municipio in cui si trova l’istituto scolastico prescelto sono a disposizione dei cittadini per chiarimenti e
28-feb-2020

A partire dal 1 marzo 2020 e fino al 31 luglio 2020 sono aperti i termini per presentare la domanda di agevolazione tariffaria per il servizio di ristorazione scolastica per l’anno scolastico 2020-2021, sia in Appalto che in Autogestione, per gli utenti residenti nel territorio di Roma Capitale.
Le richieste devono essere presentate, esclusivamente online, per ogni alunno/a sia nuovo iscritto che già frequentante il servizio di ristorazione scolastica delle scuole capitoline – statali dell’Infanzia, primarie e secondarie di I grado.

Il richiedente che intende usufruire del beneficio, dovrà pertanto provvedere alla richiesta dell’ISEE presso l’INPS o il CAF, accedere al portale istituzionale di Roma Capitale ed inserire l’istanza di agevolazione, tramite l’apposita applicazione web accessibile seguendo il percorso: Home – Scuola – Ristorazione scolastica e diete speciali – Domanda Tariffa Agevolata Ristorazione Scolastica, entro il termine indicato.

Qualora il cittadino non presenti la richiesta entro il temine del 31 luglio 2020 verrà applicata la tariffa massima in base alla tipologia della scuola prescelta ed ai rientri settimanali, come statuito della Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 117/2018.

INFORMACION : 3802072642 Sr Lopez Isaac o en Via Pietro Rovetti 145 (zona Torpignatara )

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Reddito di cittadinanza: cosa significa la “mano arancione”?

Reddito di cittadinanza: cosa significa la “mano arancione”?

Reddito di cittadinanza: finalmente è arrivata la tanto attesa ricarica di febbraio, quella calcolata secondo i requisiti economici indicati dal nuovo ISEE 2020. Tuttavia non per tutti è stato così: in molti, infatti, non hanno ancora ricevuto il reddito di cittadinanza e nel cercare di capire il motivo si sono imbattuti in un simbolo dal significato poco chiaro.

Nell’area privata del sito Inps dove è possibile verificare lo stato della domanda, infatti, è comparsa una mano arancione nella parte relativa a requisiti economici ed esito della sintesi.

Ebbene, è proprio questo simbolo il motivo per cui il reddito di cittadinanza al momento non è stato pagato; l’Inps, infatti, non ha potuto procedere al pagamento in quanto ci sono ancora queste situazioni in sospeso.

Reddito di cittadinanza: cosa significa la mano arancione?

Come prima cosa ricordiamo che per continuare a ricevere il reddito di cittadinanza anche a febbraio (e nei mesi successivi fino alla scadenza naturale del beneficio) è necessario aver provveduto al rinnovo dell’ISEE.

Con l’Indicatore di Scala di Equivalenza, infatti, il beneficiario del reddito di cittadinanza dimostra di essere ancora in possesso dei requisiti economici per beneficiare del contributo. E visto che ogni mese il reddito di cittadinanza viene riconosciuto in base ai requisiti accertati nel mese precedente, ecco che per febbraio era assolutamente necessario rinnovare l’ISEE.

Tuttavia, in alcuni casi – nonostante l’ISEE 2020 rinnovato – il reddito di cittadinanza non è stato ancora pagato. La spiegazione è indicata nell’area dove verificare lo stato della domanda; qui, infatti, troverete molto probabilmente o una mano di colore rosso, o un’altra di colore arancione, nella colonna dei requisiti economici e dell’esito di sintesi.

Nel caso in cui ci fosse una mano di colore rosso vorrebbe dire che il reddito di cittadinanza è ormai decaduto. È possibile, infatti, che dal nuovo ISEE sia emerso un superamento della soglia dei requisiti economici necessari per beneficiare della misura e che per questo motivo il reddito di cittadinanza vi sia stato tolto (qui le informazioni su come fare eventualmente per riattivarlo).

Meno negativa la mano arancione, la quale comunque è dimostrazione di un problema: si tratta, infatti, di un simbolo volto ad indicare una situazione sospesa. Le motivazioni che si celano dietro alla mano arancione potrebbero essere diverse, ma la più frequente è quella di un ISEE difforme.

Potrebbe essere, infatti, che nel verificare i dati acquisiti con la nuova DSU con quelli presenti nelle proprie banche dati (come pure da quelle dell’Agenzia delle Entrate, come ad esempio l’Anagrafe tributaria) l’Inps abbia accertato un errore (che ad esempio potrebbe consistere nell’omissione di qualche informazione, come ad esempio l’inserimento di un conto corrente). Ebbene, in questo caso risolvere è molto semplice: basta tornare al CAF e presentare una DSU corretta così da sbloccare il reddito di cittadinanza.

Ma la mano arancione potrebbe anche significare che l’ISEE è stato presentato oltre il termine indicato (il 31 gennaio 2020) e che al momento l’Inps non abbia ancora provveduto alla verifica dei requisiti. In tal caso, quindi, non resta che avere un po’ di pazienza, in quanto dovrebbe trattarsi solamente di un piccolo ritardo nel pagamento della mensilità.

Roma, fuga dai nidi comunali: «Troppo cari e lontani»

Asili nido vuoti, e non è solo colpa della denatalità. Possibile ci siano liste d’attesa di bimbi che aspettano di entrare in un asilo nido mentre in realtà si registrano decine e decine di posti vuoti dentro quello stesso asilo? Sì, possibilissimo. Succede a Roma dove i numeri delle rinunce ai nidi sono, in quasi tutti i Municipi, superiori al numero dei bambini in lista d’attesa.

 

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